Feb
03
2011
0

Escamillo a Buenos Aires

I Diari di Escamillo #7

Diari da Buenos Aires

Scusate il ritardo, Escamillo è ancora vivo non è sparito.
La notte di capodanno del 2010 è stata animata non solo dai botti usuali, ma anche dal mio peregrinare tra una milonga e l’altra di fine anno.

Ho fatto il giro delle feste, organizzate a Roma, la notte di capodanno: sono state tutte una fregatura.
Nemmeno una organizzata in maniera decente, dalle ville sontuose, ai locali, alle strade, si riconferma la mia impressione già scritta sul tango a Roma, otto volte su dieci, solo come business, per di più gestito da persone impreparate e incompetenti, con uno scopo unico: solo il guadagno senza attenzione alla cultura o ad altro.

In questo clima depresso ho preso una decisione: vado a Buenos Aires.
Mi sono organizzato e sono partito, sono stato a Buenos Aires, la mecca del tango come la chiamano loro.
E ora che sono tornato vi racconto qualcosa, qualcosa di interessante, spero.

La partenza, l’arrivo e le prime impressioni.

Premetto che non scenderò nei particolari, questi diari da Buenos Aires non vogliono avere la pretesa di essere una guida turistica.

Il viaggio per Buenos Aires, o Baires, è lungo, 14 ore, ed è costoso se non lo prenotate con molto anticipo.
Arrivati, siete stonati sia dal fuso orario che dal cambio di clima, che è l’opposto rispetto al nostro.
Ora fa caldo, è la loro estate.

In Aeroporto, per la verità modesto, niente di speciale, potete cambiare la valuta, e insieme al denaro avere subito anche dei buoni consigli per non farvi fregare: consigli accompagnati anche da un volantino che illustra le vecchie valute del paese, sembra infatti che ai turisti qualcuno tenti di spacciare vecchie banconote fuori corso per fregarvi i soldi, questa notizia accompagnata da quella che anche i tassinari cercheranno di fregarvi con il cambio vi dà subito la misura di dove state per sbarcare.

A me non è capitato, ma ad altri che ho incontrato si, per cui confermo che non sono solo leggende.
Il tassista che mi ha portato in città ha attaccato subito chiacchiera, lo fanno tutti o quasi, si impicciano di tutti i fatti vostri e molti affermano di essere di origine italiana.
L’impressione trovandosi in mezzo a queste persone è quella di trovarsi in qualche parte di Italia, solo in una collocazione temporale differente, ovvero sembra di trovarsi da noi, o in Spagna, solo spostati indietro nel tempo di qualche decennio.

Una volta in città vi rendete conto che in questo paese l’euro è molto potente, il cambio molto vantaggioso per noi vi farà fare una vita comoda e agiata.
Questo mi ha fatto subito pensare alle torme di argentini sbarcati in europa, in Italia prevelentemente, in questi ultimi anni. In termini di costo della vita e di cambio, da noi guadagnano dalle 4 alle 6 volte in più che nel loro paese, a volte anche 10 volte tanto.
Il che significa che qui tutto costa dalle 4 alle 10 volte di meno che da noi.
Tutti gli argentini che avevano un parente da noi o la possibilità di venire per lavorare e guadagnare di più lo hanno fatto, e parlo ovviamente del tango.

In questo clima di euforia economica mi sono sentitito io l’americano della situazione, potendo spendere e spandere senza problemi mi sono lanciato H24 nella mecca del tango, a capofitto.

Per ora vi saluto ma a presto il seguito.

E’ bene che sappiate che anche a Baires quando entro in milonga è sempre il IV° Atto della Carmen:

È il giorno della corrida.
La folla attende Escamillo, che entra trionfante nell’arena, a testa alta.

Escamillo

Written by admin in: Cultura, Varie | Tag:, ,
Dic
20
2010
0

Escamillo e adesso baciami come sai fare tu

I Diari di Escamillo #6

L’ho vista di nuovo, “adesso baciami come sai fare tu”.
Non quella vera, quella abbandonata, ma la mia, quella con cui avevo ballato, intendo dire quella con il ragazzo che ha difficoltà a passare sotto le porte.
Adesso avete capito.
Era di nuovo in milonga, mi faceva gli occhioni, una mirada molto insistente, direi, se proprio volete essere “tecnici”.
Ma a me piace di più dire che mi faceva gli occhioni, con sbattito di ciglia e quant’altro.
Credo sospetti che io sia il redattore di questi diari: Escamillo !

Per servirvi, cari lettori, con le ultime riflessioni tanguere pre natalizie.
“Adesso baciami come sai fare tu” deve aver letto il diario e poi ha fatto 2 + 2.
Per questo, dopo la prima tanda e una raffica di domande indiscrete, ho finito per piantarla in asso.
Ad un certo punto per mascherare ancora la mia identità le ho detto : “Ma no ! Dai, a chissà quanti altri poi ti sei rivenduta questa battuta, non sono io Escamillo !!”
Il suo sguardo perplesso l’ha tradita, ce l’aveva scritto in faccia che se l’era rivenduta di nuovo la storia “adesso baciami come sai fare tu !”, che io, a mia volta avevo riciclato da quella vera.
Ah ah infingarda ! E adesso, se leggi questo, ne hai la certezza ! Sai chi sono ma non puoi dirlo.
Magari anche il tuo lui legge i diari !

Grazie, ci ballo bene con te, sei carina, ma vai bene solo per fare qualche impiccio.
E, purtroppo, di impicci, ce ne ho già troppi, per cui non se fa niente.

Sapete, torniamo al tango, sono tanti i motivi che mi hanno avvicinato al tango, uno sicuramente è stato la sensazione di aver trovato qualcosa di “vero” e di genuino.
In queste atmosfere cariche di forti sensazioni, passioni, sentimenti, si ha il sentore di essere appagati da qualcosa di genuino.
La mia donna ideale è così: vera, genuina, capace di forti passioni.
Merce rara, vorrei tanto incontrare qualcuna che mi sorprenda, che sia lei e che non cerchi di essere qualcos’altro. Senza paura, sicura, sincera.
Non ne posso più di relazioni impicciate.
Il tango lo vivo così, sul piatto si mette tutto e subito, chi non lo fa perde tempo, e ho visto che dopo un po’, spaventato, abbandona.
C’è però solo una cosa che spaventa me: tutto dura troppo poco, massimo tre minuti.
E’ questo il prezzo da pagare, mi chiedo ? Si può avere tutto ma solo per un periodo brevissimo ?

Raramente ho ballato una tanda intera con la stessa passione che capita nello spazio di in un brano; si capita, non voglio dire di no, raramente, ma capita.
Sbaglio a paragonare il ballo a quello che potrebbe/dovrebbe essere anche una relazione di altro tipo ?
Ho letto il commento “il tango non è liquido” al diario della Luchadora n°7, lo trovo interessante anche se non condivido tutto.

Cara Luchadora probabilmente noi tangueri neofiti, passiamo tutti, prima o poi, nella stessa sequenza di errori o casualità che altri hanno vissuto prima di noi: blocchi, confusioni e paragoni non opportuni tra ballo e relazioni di altro tipo.
Trovo interessante anche la tua osservazione: “…ma se la vita è una milonga… è vero che è necessario avere bravi maestri di vita…ma a cui ispirarsi…il resto viene da sè…devi solo buttarti in milonga!
…Scegli una scuola e poi che…e sia solo la milonga! Meglio se “popolare”!”

Anche qui torni a fare paragoni - forse non opportuni ? che non calzano? - tra il ballo e la vita.
Il ballo è come la vita ? non rischiamo di perdere di vista qualcosa ?
Non vi è capitato mai di vedere i vostri amici tangueri oramai drogati e presi solo dal ballo, che hanno dimenticato, o sostituito, gli altri loro interessi, solo con il tango, e poi vederli infine saturi che esplodono e dicono: ” Ah basta io nella vita faccio anche altre cose, questa attività mi ha preso troppo tempo, smetto”.
Cos’è questo ? incapacità di gestire il proprio tempo, di discernere il giusto peso nelle cose ?
Oppure è un sintomo di crisi, debolezza, se un’attività come il tango ha tutto questo potere, mi chiedo, è l’attività che è potente di suo o noi che siamo deboli, incapaci, non pronti a gestirla ?

Sto imparando delle cose, e non parlo della musica, dei passi. Sto imparando che il tango è “una cura” per molti mali dell’animo, che è una cura dura, e che molti ne vengono anche schiacciati.
Sto imparando cose che non avrei immaginato si celassero dietro a questa avventura.
Che in superficie, anche nel tango abbiamo uno spaccato di quello che ci offre la nostra società, e c’è tutto: ci sono i “tanga” come scrive la luchadora, i tacchi, le calze, le gonne lunghe e corte, le scarpe e le suole; c’è chi le lecca e chi le usa per ballare, ci sono gli uomini soli, le donne sole, le coppie e gli scoppiati.
La rabbia dei disoccupati, e poi l’ignoranza profusa da chi vede solo l’ennesimo affare commerciale e la massificazione che a volte appiattisce tutto.
E poi e poi…

E bravo Escamillo, e poi che ti aspettavi invece, il paese delle meraviglie ?

Imparo che sotto la superficie il tango richiede dedizione, passione, studio, anni, e forse una vita non basta. Mi spavento, poi penso, però meglio così, un gioco che non finisce presto, finchè non mi annoio.
Un gioco nuovo che insegna cosa vecchie, le cose della vita.

La vità è una milonga…. ma nella vita ci sono le milonghe, fanno parte della vita, forse ne sono uno specchio, e nelle milonghe c’è vita.
Si incontrano maestri di vita, maestri di milonga, maestri di tango.
Se sei fortunato, altrimenti si incontrano tutti quei personaggi che si incontrano anche fuori, e che magari non vorresti incontrare.

La Luchadora scrive che non vuole ballare da sola, che non vuole vivere da sola, nemmeno io sapete.
Mentre cerchiamo di ballare insieme al resto del circo, a sorpresa, ogni tanto esce il nano, poi il clown, poi l’acrobata….

Il tango, entità affascinante che unisce tutti in un calderone, dove ciascuno cerca qualcosa di diverso.
Tu che mi leggi cosa cerchi ?

Quando due anime che cercano la stessa cosa si incontrano forse nasce qualcosa di nuovo.
La mia idea è che anzitutto bisognerebbe cercare il tango, capire un po’ meglio di cosa si tratta.
Magari poi capisco anche un po’ meglio questa vita.

Luchadora, pensi davvero che la vita è una milonga ? Io non so, forse no.
Forse in un bacio, quello giusto, è la vita. En un beso la vida, è un bel tango no ?
“e adesso baciami…dai..come sai fare tu”.

Escamillo


Written by admin in: Cultura, Varie | Tag:, ,
Dic
06
2010
0

Guida per il Tanguero Neofita parte due

I Diari di Escamillo #5
Guida per il Tanguero Neofita - parte due

Basta, cammino da quasi tre mesi e non ne posso più.

Frequento tre scuole, sto per lasciarne una di sicuro, e le altre due sono in forse pure loro.
In una mi fanno camminare da tre mesi e non si fa niente altro, nella seconda invece non si cammina, ma senza criterio di nessuna tecnica, facciamo perlopiù cose improbabili che chiamano “tango nuevo”, nell’ultima invece si fa un po’ di tutto.
In nessuna di queste mi insegnano nè la milonga nè si parla di tangovalz, nè di musica o di altro.

Ho scelto queste tre scuole, come descritto nel mio diario numero due, secondo certi criteri, ora mi rendo conto che sono stati disonesti nei miei confronti.
In questo diario aggiorno la mia lista dei criteri per il tanguero neofita, nella speranza di salvare qualcun’altro dai miei stessi errori.

Nel mio secondo diario mi ponevo diverse questioni, e una era se insegnare tango argentino era alla portata di tutti, visto che molti si sentivano in grado di darmi lezioni.
Insegnare Tango argentino non è alla portata di tutti. Ci provano in molti ma non ci riescono tutti.
Me ne comincio a rendere conto a mie spese.

Eh già proprio a mie spese, pago tre mensili in tre posti diversi, con tre stili diversi, e ho fatto così proprio per avere una preparazione più completa.
Ora mi dico da solo che sono stato stato stupido, e che della mia stupidità se ne sono approfittati.
Ebbene dicevo, cammino da tre mesi, mi dicono che camminare è fondamentale nel tango, ma poi ?

Non si può mica passare l’intero anno a camminare ! Mi pare che questo l’ho già imparato.
Non si va avanti e mi sento preso in giro, o comunque mi sembra che gli insegnanti allunghino di proposito il brodo per dilungarsi. Quale è il problema ?

Dall’altra parte invece non si fa altro che parlare di tango nuevo e di passi improbabili che ho provato a replicare in milonga e che nessuno capisce, mi riescono solo con le persone dello stesso corso.
Anche qui c’è qualcosa che non va, no ?
Poi parlando con alcuni amici vengo a sapere che è meglio non iniziare con il tango nuevo da principianti, che è uno stile recente, che è meglio prima imparare a ballare dalle basi.
Ma che c’entra?  Non dovrebbero essere comunque gli insegnanti che ti insegnano le basi ? O comunque dirtelo che non è il caso che tu inizi uno stile che richiede basi che loro non ti danno ? Perchè fanno così? Di nuovo mi sento preso in giro.

Si, non me lo dite, ci sono arrivato da solo, quello che non va potrei essere io, l’ho preso in considerazione, MA, allora anche tutti gli altri colleghi di corso hanno qualcosa che non va visto che si trovano più o meno nella mia stessa situazione.
Ripeto: basta, mi sono stancato, inoltre, come dicevo mi hanno anche mentito.

Avevo chiesto se si imparava anche la milonga e il tangovalz, mi dicono di si poi non se ne parla mai.
Ora mi rendo conto che non si impara perchè non la sanno insegnare o ballare nemmeno loro, oppure perchè intendono farne lezioni a pagamento separate.
Non mi pare corretto.

Di musica non si parla mai, non capisco e non mi spiegano i tempi, il ritmo, le orchestre, le differenze, niente ! Non capisco quando devo iniziare e come. E non si parla mai di milonga, codice, regole e storia.
Devo fare tutto da solo, cercarmi le informazioni in rete e quando ho qualche dubbio nessuno mi sa spiegare, oppure si inventano cose. La mirada, figuratevi, l’ho imparata dal diario della Luchadora, e che ne sapevo io.
E’ questo un insegnante ?

Mi dispiace iniziare a constatare che perdo tempo e soldi.
Qualcosa ho imparato, ma non come e quanto mi aspettavo.
Cosa per me più grave è che non si propone mai di andare a ballare fuori in milonga, io ci vado per conto mio, ed è forse per questo che ho imparato qualcosa in più degli altri.

Mi rendo conto che il tango argentino non si impara in tre mesi, ma qui oramai il buongiorno si è visto e non mi è piaciuto, non mollo, ma non soddisfatto lascio questi corsi e cambio.
Mi dispiace per gli amici che lascio, ma, se si svegliano, li ritroverò in milonga.

Che fare ? Sicuramente inizio lasciando una scuola, anzi forse due.
Poi ne cercherò altre stando più attento, intanto aggiorno e allungo la mia lista delle cose da controllare quando ci si iscrive.

Vorrei trovarne una sola alla fine, ma decente.

Segnalo per dovere, onestà e trasparenza che la redazione del blog non mi ha mai segnalato corsi e che io ho scelto per correttezza di non seguirne alcuno eventualmente segnalato da loro finchè scriverò i miei diari.
Questi diari intendono essere la condivisione di una esperienza che torni utile a qualcuno, non la pubblicità occulta o la denigrazione di qualche scuola. Così in queste mie critiche ho scelto di non fare i nomi di quelle che frequento.

Escamillo sei stato ingenuo ?
Non so, io do fiducia a tutti, poi quando è male riposta me la riprendo.
Sono impaziente ? Forse si, ma nella situazione attuale è evidente che non sono contento dei risultati.

Decalogo dei criteri di Escamillo per la scelta della scuola.

Cose da chiedere:
Voi chi siete ?
Da quanto tempo ballate ?
Da quanto tempo insegnate ?
che metodo usate ?
Vi esibite pubblicamente ?
Avete un curriculum ?
Un sito web ?
Fate stage ?
Fate attività culturali collaterali ?
Uscite in milonga ?
Insegnate anche la milonga e il tangovalz ?
Si parla anche di musica a lezione ?
Il tango che si impara da voi poi lo si può ballare con chiunque ?

Sembra dunque che per Escamillo anche le scuole siano un’arena, purtroppo.

Escamillo

Written by admin in: Cultura, Lezioni | Tag:, ,
Dic
02
2010
0

Harry Potter e il Tango Argentino

I Diari di Escamillo #4

Stavolta è iniziata con Harry Potter.
Harry Potter ? Ma che c’entra con il tango argentino ?

Ho visto l’ultimo film, la prima parte dell’episodio finale, mi pare peggiorato, sembra un horror.

Mentre lo vedevo ero perplesso e pensavo:
E’ la storia di uno sfigato, ed inoltre è pure raccomandato.
Non ha grandi capacità, non è brillante nè intelligente, e ogni volta che si trova in difficoltà ne esce fuori perchè è raccomandato e lo salva qualcuno/qualcosa.

I suoi amici sono degli sfigati, passano gli anni e ripetono sempre gli stessi errori, non crescono e non imparano niente.

Lui si fidanza con la ragazza sbagliata e tutto va sempre storto.

Sembra il ritratto impietoso di molte delle mie generazioni coetanee.

Poi, mentre pensavo queste cose, ecco che, nel mezzo della tristezza del film, Harry si riscatta:
la radio suona canzonette, lui si alza prende la ragazza, Ermione, e la invita a ballare.

Nella mia testa al posto della canzonetta ci avevo sostituito un tango, e i movimenti scomposti e goffi li avevo cambiati con quelli più eleganti di un ballerino capace.
Lo incitavo: vai Harry Potter riscattati ! Nella miseria nella quale ti trovi balla per due minuti e facci sognare.

Il ballo come forma di riscatto sociale, il ballo come momento luminoso che ti porta via dai momenti tristi.
Perfino quello sfigato di Harry Potter si salva ballando.
E’ La magia più grande del film, lui si alza e balla, o quantomeno ci prova, e fa tornare di buon umore sia la ragazza che lui stesso.

La musica ha un potere magico concludo, e il ballo è un catalizzatore di emozioni.
E questo accade anche se sei goffo, se non ti muovi bene.
Accade se lo senti, se non fai, ma sei.

Forte di queste riflessioni sono uscito in milonga in cerca di ragazze sulle quali praticare i miei sortilegi.

Ero dunque in una milonga nella quale, durante la serata, si esibivano anche dei ballerini, ma il pezzo forte della serata, per me, non sono stati loro.

Passavo il tempo distratto e ripensavo ad Harry Potter che ballava, quando, ad un certo punto, non volendo, ascolto i sussurri di due figure abbracciate.
La voce di lei diceva languida e triste: “..e adesso baciami..dai..come sai fare tu.”

Lui non parlava, la stringeva, la abbracciava, ma non la baciava.
Sembrava proprio una scena di addio, era una scena di addio.
C’era la musica che andava, la pista era li, si poteva ballare, tutti gli ingredienti magici erano disponibili, eppure per lui la melanconia della scena non poteva essere vinta neppure dal ballo.

Baciala ! dai portala a ballare, pensavo, se ti lasci, almeno la consegni alla magia della musica.
Niente, i due restavano abbracciati, immobili, e lei si sporgeva verso di lui pronta per un bacio.

A me queste scene fanno stringere il cuore, poi la musica di tango peggiorava la situazione, era troppo per poter essere sopportata, occorreva fuggire, girarsi, tornare indietro, uscire fuori da questo vicolo buio, tornare alla luce del ballo.

Così mi giro, cabeceo e mirada insistente verso una ragazza con la quale avevo già fatto una tanda.
SALVAMI AIUTO i miei occhi gridano.
E lei capisce, intuito femminile, io vado e mi ritrovo abbracciato a lei.

Ballo concentrato ma in sintonia, ballo bene, sento che siamo una cosa sola, è come se anche lei fosse stata presente alla scena, come se anche lei volesse fuggire da quell’addio e rifugiarsi in questo abbraccio disperato.

Incedo senza incertezze, i miei passi sono sicuri e dentro di me il ritmo cresce in sintonia con la musica, questo tango è mio, questa tanda è mia, penso, e poi un’altra e un’altra ancora, stringo la mia ballerina di più e lei si lascia portare a questo abbraccio più intimo, a contatto chiuso, fa caldo ma è piacevole, sudiamo ma non ce ne importa, respiriamo insieme e ci piace, incalziamo un tango dopo l’altro senza fermarci.

Non so quante cortine abbiamo ignorato, esausto mi fermo, ma ancora la stringo a me; non so quanto tempo siamo rimasti così.
Mi giro, di nuovo, e con gli occhi cerco la coppia che si stava salutando, che si lasciava, come se avessi ballato per loro, per lei, per lui, per il momento vissuto.
Non ci sono più.

Piego la testa da un lato, poi in basso, sento gli occhi lucidi.
Lei mi guarda e io di rimando mi specchio nei suoi occhi, e capisce che è successo qualcosa, mi sorride, e a me viene in mente di dirle:
” ehi ma lo sai chi è Escamillo ? Sono io !”

Eppoi succede che glielo dico, sul serio, ma non così, non in quel modo, la guardo, cerco di sorriderle a mia volta, ma non la vedo, quando le dico:
“..e adesso baciami…baciami come sai fare tu”.

ATTENZIONE
Caro lettore il diario era stato scritto per terminare qui, con questo finale.
Una storia vera, bella e romantica.
Se, invece, sei curioso, desideri sapere come finisce, procedi in basso, altrimenti fermati e preserva il tuo spirito sognatore, salva il tuo romanticismo e adattagli il finale che ti immagini o che più ti piace mentre ascolti questo bellissimo tango: Malaunta.



“..e adesso baciami…come sai fare tu”.
Lei mi sorprende dicendomi ” No, baciami tu, come sai fare tu !”
Così si sporge un poco, la bacio e penso:
“Era ora, finalmente ho trovato una sveglia !”

E poi mi sorprende ancora, quando mi dice:
“Ora scusami, ma devo tornare dal mio ragazzo…sai l’ho mollato qui in giro da qualche parte ed è parecchio che sono via, non lo vedo più…ciao eh”.
Si gira e se ne va.

Io rimango pietrificato, poi ci rido su e mi dico:
“D’altra parte Escamillo che altro poteva trovare se non di nuovo un’arena e storie di corna ? Quanto meno questa volta non sono le mie.”
Bilancio: Magia della musica + una pietrificazione non prevista; Harry Potter ce la puoi fare.

Amici, quando entro in milonga è sempre il IV° Atto della Carmen:

È il giorno della corrida.
La folla attende Escamillo, che entra trionfante nell’arena, ma sempre a testa alta.

Escamillo

Written by admin in: Cultura, Varie | Tag:,
Nov
16
2010
2

I Diari di Escamillo #3

Tutti i Tori di Escamillo

“Ah e così tu balli tango argentino ?
E quando ballate che fate, vi mettete la rosa in bocca ? Ah ah ah ah”

Ecco vi è mai capitato di sentirvi dire questa battuta ?
A me si. Molte Volte.

E chi la dice, spesso non è un idiota, ovvero, tu pensi che la persona che hai davanti non lo è, magari è un amico, uno che reputi intelligente, e invece poi se ne esce in questo modo.
La prima volta che ti capita rimani deluso, quasi avvilito, denigrato.

E capita spesso, troppo spesso.

Ho meditato a lungo sui commenti che i lettori hanno rivolto ai miei primi diari.
Mi aspettavo che prima o poi qualcuno avesse qualcosa da dire sul mio pseudonimo.
Troppo facile prevederlo.

Questo diario parla dei tori di Escamillo, dei picadores, dell’arena.

I pregiudizi che circondano il mondo del ballo sono molti, a mie spese mi sono reso conto che una fetta della popolazione di questo paese giudica in maniera singolare un uomo che balla o che ha il desiderio di ballare.

Incredibile, eppure una volta ballare era prerequisito sociale indispensabile, oggi o sei fuori per ballare come pretesto per rimorchiare, e allora sei giustificato, oppure, se lo fai perchè ti piace sei strano.
Non per tutti, ma per molti.

Se poi balli tango argentino sei ancora più strano, la salsa passa per qualcosa che serve solo per rimorchiare, tre mesi di scuola poi via, in caccia libera.
Il tango perchè ? Ci vuole troppo tempo, impegno, fatica, ma che lo fai a fare ?

Nell’epoca del bruciamo tutto, subito, e in fretta, sei solo snob a cercare di imparare.
O ancora, non sei snob ma sei solo uno dei tanti che vanno dietro alle mode.
Altri pregiudizi.
Accidenti quanto mi sarebbe piaciuto essermi avvicinato prima al tango, fosse solo per il gusto di dire “…no no guarda io ballo da almeno cinque sei anni, mica sto qui perchè va di moda, c’ero già prima eh figurati…”
Già c’è pure questo.

Io non ho mai visto una corrida, però mi sono documentato, è rituale, ha delle fasi precise.
Alcune somigliano molto alla vita di tutti i giorni.
I picadores sono delle figure indispensabili: hanno il compito di mettere il toro in condizione di inferiorità rispetto al torero, nessun torero avrebbe speranze contro un toro in grado di muoversi bene e alzare la testa.

Il picador fiacca il toro, gli fa abbassare la testa.
In giro ce ne sono molti, in milonga anche.
L’altra sera in milonga ho invitato a ballare alcune donne, tre di queste si sono rifiutate, una esplicitamente mi ha detto: “no non sei capace…sei troppo principiante”.

Non ha detto grazie non ha detto scusa. Un caso ?
Nossignori raccolgo lamentele simili dai miei amici, le chiamano “quelle che ballano solo con quelli bravi”.
Sono tra i picadores migliori.

Ballando con un altra il discorso è andato invece a finire su argomenti privati, che lavoro fai, dove vivi etc.
Una di queste dopo avermi chiesto praticamente il curriculum, evidentemente poco soddisfatta, si è girata, senza dire niente, e se ne è andata.

Divertente eh ? Ci ho fatto il callo oramai, e mi sono convinto che deve capitare lo stesso anche per loro:
in giro ci sono un sacco di personcine non proprio carine.

Tra quelle meno carine annoto anche gli uomini che fanno la scelta cinica delle donne.
Spesso guardo in milonga queste signore sedute in prima fila, nessuno le invita, forse fanno un paio di giri a serata, forse.

C’è chi fa il giro della pista, le guarda, le ignora, è come se dicesse “no con te non ci ballo” poi passa oltre e aspetta o intercetta quella più carina, più giovane.
Ma che ci sei andato a fare in milonga ?
Io ci vado per ballare, e un giorno di questi ballerò anche con queste signore.

Ciascuno si sceglie le proprie compagnie ma, occhio, il campionario è ampio e variegato e mettersi in gioco con le persone, o con l’ambiente sbagliato, può voler dire trasformare una serata piacevole in una deprimente.

E’ anche questo il tango, uno specchio sociale, una cartina tornasole che ti fa confrontare con l’altro, con gli altri.
A volte ne esci a testa alta, altre volte fiaccato.

La milonga per me è un’arena, dove Escamillo recita più spesso la parte del toro ferito che del torero, dove c’è pietà solo quando inizia la musica e sei già nelle braccia di un’altra persona.
Una che ti ha accettato senza averti chiesto prima il curriculum vitae o aver fatto commenti gratuiti.

E’ sera Escamillo esce, va a mettersi in gioco di nuovo, a confrontarsi nell’arena.
Incontro ai nemici di sempre, o agli amici futuri.

Quando entro in milonga è sempre il IV° Atto della Carmen:

È il giorno della corrida.
La folla attende Escamillo, che entra trionfante nell’arena, a testa alta.

Escamillo


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